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In Italia, la normativa di riferimento per la manutenzione dei defibrillatori è rappresentata dal Decreto Legislativo 81/2008, noto anche come Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, che all’articolo 71 prevede l’obbligo di effettuare controlli periodici sui dispositivi di salvataggio, tra cui i defibrillatori.

In particolare, il decreto prevede che i defibrillatori debbano essere sottoposti ad una manutenzione periodica, di norma annuale, da parte di personale specializzato, per garantirne il corretto funzionamento in caso di necessità.

Inoltre, il decreto prevede anche l’obbligo di tenere un registro di manutenzione, in cui vengono annotate le operazioni effettuate sui defibrillatori, le eventuali riparazioni e le sostituzioni di parti o accessori.

Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria dei defibrillatori, ovvero quella necessaria in caso di guasto o malfunzionamento, il decreto prevede che questa debba essere effettuata da personale specializzato o dal produttore del dispositivo, e che debba essere accompagnata da un rapporto di intervento.

Infine, è importante sottolineare che l’obbligo di manutenzione dei defibrillatori si estende anche ai defibrillatori installati presso le aziende e gli enti pubblici, in conformità alla normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro.


Per verificare la funzionalità di un defibrillatore, si possono eseguire diverse prove di sicurezza ed efficienza. Queste prove dovrebbero essere eseguite da personale specializzato, in conformità con le indicazioni del produttore e la normativa vigente.

Alcune delle prove di sicurezza e funzionalità che si possono eseguire su un defibrillatore includono:

  1. Verifica della carica della batteria: si verifica la carica della batteria del defibrillatore per assicurarsi che sia sufficiente per l’utilizzo in caso di emergenza.
  2. Verifica dell’integrità fisica del defibrillatore: si controlla l’integrità fisica del defibrillatore, compresi i cavi, gli elettrodi, i pulsanti e i display per assicurarsi che non siano presenti danni o anomalie.
  3. Prova di scarica: si esegue una prova di scarica per verificare che il defibrillatore sia in grado di erogare l’energia necessaria per una defibrillazione efficace.
  4. Verifica della data di scadenza degli elettrodi: si controlla la data di scadenza degli elettrodi del defibrillatore e si sostituiscono se necessario.
  5. Test di autodiagnostica: si esegue una prova di autodiagnostica del defibrillatore, che viene eseguita dal sistema stesso per verificare la corretta funzionalità di tutti i suoi componenti.
  6. Simulazione di arresto cardiaco: si esegue una simulazione di arresto cardiaco utilizzando un manichino o un simulatore per verificare che il defibrillatore sia in grado di rilevare il ritmo cardiaco anomalo e di erogare la giusta quantità di energia per la defibrillazione.

È importante che queste prove siano eseguite regolarmente per garantire che il defibrillatore sia sempre pronto all’uso in caso di emergenza.

STRUMENTAZIONE UTILIZZATA:
Il Fluke Impulse 6000 è un simulatore di paziente di alta precisione utilizzato per la verifica e la taratura degli elettromedicali. Questo strumento è in grado di simulare i segnali biologici di un paziente, come l’ECG, l’EMG, l’EEG e la pressione sanguigna, in modo da testare la precisione e l’affidabilità dei dispositivi medici.

Il Fluke Impulse 6000 è dotato di funzionalità avanzate, come la capacità di simulare le condizioni di pazienti adulti e pediatrici, la possibilità di impostare diverse forme d’onda per l’ECG e la possibilità di impostare parametri di test personalizzati. Inoltre, il dispositivo è in grado di simulare disturbi del segnale per testare la capacità dei dispositivi medici di operare correttamente in presenza di interferenze.

Il Fluke Impulse 6000 è utilizzato dai tecnici biomedici e dal personale qualificato per eseguire test di sicurezza e funzionalità sui dispositivi medici, come gli elettrocardiografi, i defibrillatori, i monitor dei segni vitali e altri dispositivi elettronici utilizzati in ambito medico. La verifica periodica degli elettromedicali è essenziale per garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari, nonché la precisione dei dati raccolti dai dispositivi medici.

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